Fedele Azari sorvola Piazza del Duomo per pubblicizzare la fiera campionaria di Milano

FEDELE AZARI, LA VITA DI UN PERFETTO FUTURISTA

Fedele Azari incarna il perfetto intellettuale futurista di inizio ‘900, in lui ritroviamo tutti gli aspetti cardine su cui è imperniata l’estetica futurista: l’amore per le macchine e per la tecnologia, in una parola per il modernismo, l’ecletticità che gli rende agevole utilizzare alternativamente pittura, fotografia, letteratura, l’interventismo che lo porta ad impegnarsi attivamente nel primo conflitto mondiale, l’utilizzo del manifesto come bellicosa dichiarazione d’intenti, la ricerca di forme editoriali alternative, l’amore per il volo ma anche un nuovo spirito imprenditoriale. Ecco perché l’analisi della seppur breve vita di Azari rende possibile una sorta di case study, basato sullo studio dell’estetica futurista applicata ad una vita reale.
Azari nasce l’8 febbraio 1895 a Pallanza, sulle rive di quel lago Maggiore che sarà tra i soggetti fotografici delle sue fotografie aeree. Trasferitosi a Torino in giovane età al seguito della famiglia, A. incontra nel capoluogo piemontese alcuni esponenti futuristi, evento che da il via alla sua formazione artistica. Entusiasticamente arruolatosi nell’esercito allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Azari consegue il brevetto di pilota compiendo poi missioni di volo in territorio nemico. Una malattia lo costringe al congedo, in seguito al quale torna a Torino e termina il corso di studi laureandosi in giurisprudenza. Sono anni frenetici per l’inizio della parabola personale di questo artista, che pubblica il suo primo Manifesto  Il “Teatro Aereo Futurista”, presentato alla fine della Grande esposizione Futurista di Milano e stampato e distribuito su volantini durante un volo sulla città. Se D’Annunzio è il pioniere del volantinaggio aereo a fini propagandistici, Azari è l’iniziatore di quello pubblicitario, sorvolando l’8 maggio 1920 Torino, Milano e Genova per fare pubblicità alla Fiera Campionaria Internazionale del capoluogo lombardo.

Nel 1921 fonda la prima società italiana con il permesso di trasportare civili a fini turistici (che durerà soltanto fino al 1923, anno di chiusura), mentre è del 1922 l’incontro decisivo con Fortunato Depero, che dedicherà ad Azari il celebro Ritratto psicologico dell’aviatore Azari. Non è con l’arte che Azari raggiunge in questo periodo l’agiatezza economica, ma con un’azienda che esportava aerei italiani in Sud America.
Nel 1924 Marinetti nomina A. segretario nazionale del movimento futurista: è dello stesso anno la pubblicazione de La flora futurista ed equivalenti plastici di odori artificiali, nuovo provocatorio Manifesto futurista che ispirerà, di lì a poco, la Flora futurista delle illustrazioni di Bot.
Nel 1926 espone alla Biennale di Venezia il suo Prospettive di volo, considerato una delle prime, se non la prima, opera di Aeropittura. Nel 1927 l’attività artistica diviene quasi parossistica, minando la salute stessa dell’autore: su tutti la pubblicazione in 1.000 copie di “Depero Futurista”, scritto insieme a Depero, il celebre libro imbullonato recentemente ristampato in edizione “fac-simile” e “Umberto Boccioni opera completa”, di Marinetti, unici due titoli pubblicati dalla sua neonata casa editrice Dinamo Azari. Vedono la luce anche due nuovi manifesti, Per una società di protezione delle macchine e Vita simultanea futurista. A fine anno, probabilmente a causa della febbre creativa e di un’intensa vita mondana, non estranea forse ad abusi di stupefacenti, un grave esaurimento nervoso colpisce Azari che fa ritorno per curarsi nella casa paterna, a Pallanza. Prova a riprendere la produzione artistica scrivendo, nel 1929, insieme a Marinetti il Primo dizionario aereo italiano ma, dopo aver messo in scena una sparatoria nella sua casa milanese, Azari muore il 25 gennaio 1930 nella clinica Villa Fiorita.